Vignaiolo buono = vino buono?

guest blogger: Andrea Bezzecchi | Acetaio 2.0

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Parlavo stasera con Philp Contini, titolare di Valvona & Crolla ad Edimburgo. http://www.valvonacrolla.co.uk/
Un'istituzione in fatto di vino innanzitutto, poi cibo ed ospitalità. Ed anche spettacolo. Lui e il suo gruppo fanno il "tutto esaurito" tutte le sere del Fringe.
Nel ristorante in pieno centro, saranno una quarantina i vini in mescita nell'apposita macchinetta con azoto.
Come quaranta saranno gli anni che si occupa professionalmente di vino.
Ne ha viste di tutti i colori.
E parlando con lui a proposito di questa new age dei vini naturali dice "non faccio caso a chi dice che un vino biologico, è quindi buono. Il vino deve essere innanzitutto buono, se biologico, meglio.
In Italia ci sono decine di organismi di certificazione del biologico, e questo fa sì che sia tutto poco trasparente.
In Inghilterra esiste una ed una soltanto organizzazione che certifica il biologico http://www.soilassociation.org e questo garantisce uno standard unico e molta chiarezza".

Condivido ciò che dice Philip anche se gli faccio notare che, forse anche grazie chi ha tornato a lavorare in modo più naturale, il confine e il contenuto del termine "buono", rispetto ad un vino, si sia spostato e rimodellato.
Immediatezza del vino, apro e deve darmi tutto subito, "in your face" mi disse una volta un foodie americano. Questo è ciò che ha caratterizzato l'escalation dei vini "internazionali" e del gusto ad essi conformato.
Ora finalmente ri-troviamo vini restii a darsi che a distanza di minuti, ore (e giorni) regalano soddisfazioni mutevoli e vive. Vini che lavoro di "sottrazione" piuttosto che di scalpore. Che bisogna attendere.
Vini digeribili contro vini che un-bicchiere-è-anche-troppo.

Viene prima il vignaiolo buono o il vino buono?

valvona&crolla.