Riflessione Post-Manifesto

guest blogger: Andrea Bezzecchi | Acetaio 2.0

www: Fienile in Fermento 

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Gioco con la mia memoria e cerco di ricordare in quale Vinitaly vidi per la prima volta, racchiusi in uno strano spazio rialzato e circoscritto da una vetrata (a mo' di bestie feroci in gabbia) un pugno di produttori presentatisi con l'acrononimo A.A.A. Il 2000?
Forse il 2001? Insomma, sono passati quasi dieci anni da quei giorni e dalla presentazione di quello sparuto gruppetto di produttori che s'intuiva stessero facendo qualcosa di speciale. Perchè speciale era l'energia con la quale iniziavano a comunicare i loro vini. Cosa è successo in questi anni?
E' successo che il "produttore" si chiama oggi "vignaiolo", che le annate tornano ad avere una loro ragione di essere, che il concetto del "biologico" associato ad un vino non faccia più scappare via (così) tante persone, che il Vinitaly sia oggi circondato da un paio di anti-Vinitaly. E, non da meno, è successo anche che l'approccio al vino sia cambiato. Concetti come "mineralità", lieviti autoctoni/indigeni, fermentazioni spontanee etc... sono ormai all'ordine del giorno. Pure troppo. Negli ultimi tempi ho visto esercenti parlare di Biodinamica con la stessa facilità e leggerezza con la quale accendono la tv. Ho visto produttori farsi crescere la barba per sentirsi più "naturali" :-) Ho visto come un nuovo lessico sia stato stravolto e impiantato di sana pianta su etichette di vini. Ogni fenomeno che racchiude in sè una grande energia, se non opportunamente gestito, può fare danni o, comunque, lasciare scorie nel suo spontaneo svolgimento. Tanto che oggi si parla addirittura di "implosione" di tale avanguardia. http://www.porthos.it/index.php?option=com_content&task=view&id=567&Item... Sono un piccolo produttore, non di vino, e posso dire di essere cresciuto professionalmente sulla cresta di (e cioè, "seguendo con attenzione") questo fenomeno così entusiasmante quanto "potenzialmente pericoloso". Mi pongo domande, mi metto in discussione, cerco di studiare, seguo questo "movimento" condividendone gli slanci che ne costituiscono l'essenza. Osservo con simpatia, innanzitutto me stesso, ma anche bottegai che cambiano radicalmente il proprio "parco-bottiglie" favorendo questi "vini naturali". Partecipo con il mio banchetto a manifestazioni di vignaioli "anti-" "contro", vedendole, dopo pochi anni, spaccarsi in due litigando, senza capire di essere in realtà sulla stessa barca.